Tempo Ritrovato. Un ossimoro esagerato, ritrovare qualcosa che non resta mai fermo.
A chi non piacerebbe sedersi in un luogo tranquillo dalle pareti tappezzate di libri e le luci soffuse, a ritrovare il tempo perduto nel caos della propria vita?
Chi non si è mai pentito, chi non ha mai avuto un rimpianto sul tempo ormai lontano?
Forse c'è una speranza. Alla Ricerca del Tempo Perduto, come direbbe una vecchia conoscenza.
Passare qualche ora con un vecchio amico. O chiedere scusa. Lasciar entrare la musica di un pianoforte. Leggere i titoli di libri sconosciuti.
È incredibile l'atmosfera che si respira qui dentro. Come se ogni dispiacere scaduto, parola non detta, preoccupazione contratta senza motivo, piccolo dolore quotidiano, fossero chiusi fuori, vaganti per le strade grigie e umide di Milano. Quello che rimane dentro è il conforto di vivere qualche ora per se stessi. Un posto nascosto e introvabile, di quelli in cui ci si imbatte per caso e si decide di entrare perché si deve. Voglio dire, uno trova un posto del genere e cosa fa, non ci entra? Qualunque sia la cosa che ci spinge qua e là nel mondo, mi piace pensare che un incontro abbia sempre la sua dose di ragione dietro.
Se dovessi dare un colore a questo posto, sarebbe l'arancio. Un contrasto totale con il clima di fine gennaio che pervade la città. C'è quasi buio dentro. I tavoli, le lampade, le sedie, sono tutti diversi tra loro. Alcuni tavoli sono molto grandi, condivisi da sconosciuti che leggono giornali. Alcuni clienti sono soli, bevono caffè. Due fratelli sorseggiano vino bianco e con loro c'è anche un grosso pastore tedesco, seduto calmo accanto a un lato del tavolo. Non c'è confusione e nemmeno quel silenzio imposto tipico delle biblioteche o delle sale d'aspetto, solo un'estrema tranquillità.
Capita di svegliarsi un giorno e sentirsi tristi. Quei giorni in cui vengono a galla tutte le angosce che vorremo poter cancellare o chiudere in un angolo della nostra vita, aspettando che si dissolvano. Non importa che siano grandi o piccole, quando emergono sono tutte ugualmente incontrollabili. Il Tempo Ritrovato è per tutti quelli che un giorno si svegliano e si sentono tristi. Ma anche per quelli che si svegliano e si sentono felici. Ritrovare un po' di tempo è ricucire i pezzi delle cose strappate in passato. Forse non torneranno più come prima, ma non importa: come prima non ha significato, io non sono come prima, niente e nessuno è come prima. Forse è questo il senso del tempo ritrovato: riprendere qualcosa che nel frattempo è cambiato e accorgersi che in realtà non è poi così male. Forse ritrovare non vuol dire ricominciare da un punto preciso, ma solo ricominciare. Forse ritrovare è accettare il cambiamento e, in generale, accettarsi.
- Un delizioso piacere m’aveva invaso, isolato, senza nozione di causa. E subito, m’aveva reso indifferenti le vicissitudini, inoffensivi i rovesci, illusoria la brevità della vita...non mi sentivo più mediocre, contingente, mortale. Da dove m’era potuta venire quella gioia violenta? Sentivo che era connessa col gusto del tè e della Madeleine. Ma lo superava infinitamente, non doveva essere della stessa natura. Da dove veniva ? Che senso aveva ? Dove fermarla ? Bevo una seconda sorsata, non ci trovò più nulla della prima, una terza che mi porta ancor meno della seconda. E tempo di smettere, la virtù della bevanda sembra diminuire. E’ chiaro che la verità che cerco non è in essa, ma in me. -
Marcel Proust









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